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Capaci NO mafia tour

da € 34*a persona
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Escursione sui luoghi legati alla strage di Capaci che uccise il giudice Falcone, sua moglie e gli agenti di scorta. Oggi, come all'indomani delle stragi del 1992, le loro idee camminano sulle nostre gambe.

Perché fare quest'esperienza

  • ripercorri gli anni precendenti alla strage di Capaci
  • vivi i momenti drammatici della strage attraverso i ricordi di un testimone
  • affronta, in un pellegrinaggio laico, il mini-trekking verso la Casina NO mafia
  • conosci i misteri ancora irrisolti dietro l'attentato
  • scopri la rinascita di Capaci e della Sicilia nel segno dell'antimafia
  • ammira uno dei panorami più belli della provincia di Palermo

L'itinerario

Capaci, nota al mondo per una strage di mafia, è molto più di questo: è un centro vivo, con una forte componente sociale, che offre chilometri di spiaggia, natura, grotte, buon cibo. 

Raduno e partenza dalla nuova stazione di Capaci. Da lì ci sposteremo verso la prima tappa, introducendo la figura di Giovanni Falcone, brillante magistrato antimafia con tanti, troppi nemici.

Il valore della testimonianza

La prima tappa è al Giardino della Memoria, sorto sul luogo in cui l'autostrada venne squarciata dal tritolo, per un doveroso ricordo delle vittime della Strage di Capaci del 1992.

In quel 23 maggio, non appena sentirono l'esplosione, gli abitanti del posto accorsero spontaneamente . 

Fra di loro, Antonio, che da giovane fotografo assistette ad un evento che cambiò per sempre la sua vita. Le sue parole ci fanno entrare subito in un periodo caldo della storia d'Italia, e ci raccontano una storia ancora "viva".

Sulle nostre gambe

Insieme raggiungiamo la ormai famosa Casina NO MAFIA: la salita che percorriamo, in una sorta di pellegrinaggio laico, ci porta, lungo la montagna, sino al luogo in cui erano appostati i mafiosi che azionarono l'esplosivo. 

Un luogo di morte, divenuto, grazie all'impegno di tanti, simbolo di resistenza e riscatto, e da dove si può anche ammirare un panorama fra i più suggestivi della provincia di Palermo.

Tanta bellezza fa da contraltare al racconto della dinamica dell'attentato del 23 Maggio 1992, dove perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie e tre degli agenti di scorta. I fatti narrati si intrecciano con i misteri ancora irrisolti su una strage di enorme complessità, realizzata con modalità mai viste prima nei precedenti attentati di Cosa Nostra.

L'impegno della società civile

Ai piedi della Casina, il commando mafioso ha preparato l'attentato e innescato l'esplosione con un telecomando. E proprio qui, a seguito della strage, un gruppo di cittadini di Capaci ha sentito il bisogno di lanciare un messaggio chiaro: armati di scala e vernice, hanno scritto sulla parete NO MAFIA a caratteri cubitali, in modo che fosse chiaro a tutti coloro che percorrevano l'autostrada che non tutti i siciliani sono mafiosi.

Sono anni di rinascita che hanno portato un'intera generazione a manifestare il proprio NO alla mafia nel corso di eventi e commemorazioni, ed in seguito a far confluire il proprio impegno nell'associazionismo.

Capaci, un paese vivo

Il rientro verso il punto di partenza dà la possibilità, per chi volesse, di godere di un po' di relax a Capaci, fra ristorantini e tipiche gastronomie, giardinetti riqualificati e attrezzati per il gioco e lo sport da associazioni locali.

Il paese non ha dimenticato gli anni della strage, ma vuole fortemente riscattarsi e seguire la propria vocazione turistica, accogliendo viaggiatori da tutto il mondo.

Il programma è suscettibile di variazioni in considerazione di giorni e orari di chiusura di musei e ristoranti, nonché della disponibilità dei testimoni.