La Sicilia brucia: un triste resoconto dopo gli incendi di fine luglio

La nostra isola è stata martoriata dagli incendi



La Sicilia è stata martoriata dagli incendi. Da Palermo a Messina, da Trapani a Catania. Una marcia di fuoco senza sosta che ha messo in ginocchio la nostra isola. Immagini sconcertanti hanno invaso il web e i social network, immagini che hanno dato prova della forza distruttiva di azioni che non possono essere partite se non da una mano criminale, immagini che fanno riflettere ma che generano anche rabbia e sconforto. Sensazioni che proviamo per il nostro settore, quello turistico, nel vedere ad esempio il Parco Archeologico di Segesta tra le fiamme o la “nostra” Casina No Mafia a Capaci in mezzo ai roghi. Sensazioni, come sgomento o impotenza, che proviamo quando usciamo dal nostro ufficio e ripercorriamo le strade nei pressi di Isola delle Femmine, attraversando un territorio che sembra quasi “post apocalittico”.

Segesta tra le fiamme, foto pubblicata da Balarm.it

Da giorni ormai si fa la conta dei danni, in attesa che istituzioni e forze dell’ordine possano dare dei nomi a chi ha causato tutto questo. Abbiamo protestato a piazza Pretoria a Palermo, con l’Assemblea Pubblica “Basta Incendi”, per far sì che la classe politica si impegni nel dare delle risposte a dei quesiti che non trovano ancora una soluzione. E intanto, però, la situazione resta molto preoccupante. Lunedì 7 agosto il WWF Sicilia Nord Occidentale ha sorvolato alcune zone della città di Palermo per provare a quantificare la scia di devastazione che gli incendi di fine luglio hanno lasciato. 

“Sono state incendiate 7 distinte aree, per una superficie di 6070 ettari – si legge nel loro sito web -. La concomitanza dei tempi di accensione nelle ore serali, la scelta di giornate con condizioni ambientali particolarmente favorevoli alla propagazione dei roghi e la perfetta conoscenza dei luoghi, lasciano presupporre una organizzazione capillare da parte di professionisti, termine che purtroppo possiamo ritenere appropriato, nella specificità del caso, nel nostro contesto siciliano. Un’area grigia di attività legali e illegali, di interessi leciti ed illeciti continua a condizionare la vita del territorio e continua ad attentare alla natura. Una banda di criminali continua ad inviare messaggi”.

Foto di Monte Cuccio Portella S. Anna scattate da ©WWF Sicilia Nord Occidentale

Noi di Addiopizzo Travel, intanto, cerchiamo di proseguire nel percorso di valorizzazione della nostra terra. Nonostante il settore turistico subirà notevoli conseguenze, non ci arrendiamo. Nel rispetto dell’ambiente e dello stesso territorio che ci circonda, sensibilizzando i viaggiatori e nel costante rapporto con i nostri fornitori, senza dimenticare le associazioni nostre partner che operano come noi nei luoghi che frequentiamo ogni giorno. Mercoledì 2 agosto, a tal proposito, i nostri ragazzi del Servizio Civile hanno partecipato a una intensa giornata di supporto presso la riserva naturale orientata di Isola delle Femmine gestita dalla Lipu. Continuiamo a impegnarci quotidianamente per cercare di preservare ciò che di unico la nostra isola offre. Ma rimaniamo in attesa di capire se le istituzioni che ci rappresentano saranno in grado di poterci garantire maggiore sicurezza, più prevenzione e maggiore attenzione agli aspetti ambientali che riguardano la Sicilia.

“Finché non riusciremo ad ottenere i nostri più elementari diritti ci sarà sempre qualcuno che avrà bisogno di favori. E ci sarà sempre una mafia pronta a soddisfarli".