Isola delle Femmine

È una borgata di pescatori a qualche chilometro da Palermo. Lo stesso nome identifica anche l'isolotto di che la fronteggia, a 500 metri dalla costa.

Questo è uno scoglio disabitato, percosso da opposte correnti che accumulano la posidonia sulla battigia. Spicca nel punto più alto il rudere di una torre, rendendo ancora più caratteristica la sua silouetthe. È una costante del paesaggio da Capo Gallo fino a Punta Raisi, così come a Capaci: per questo il logo di Addiopizzo Travel ne riproduce il profilo.

Il nome "Isola delle Femmine" non può che suscitare curiosità, ma l'etimologia non ha niente a che fare col gentil sesso, per quanto le leggende sull'argomento si sprechino. In realtà, il toponimo si fa risalire al vocabolo arabo "fim" (imboccatura, riferito al canale che separa l'isolotto dalla terraferma), poi trasformato nel dialetto "fimmini".

A Isola delle Femmine vi sono due torri di avvistamento che si fronteggiano, una sulla terraferma e una sull'isolotto. Facevano parte di un sofosticato sistema di allarme "antipirata" portato al massimo della funzionalità dagli Spagnoli fra il XVI e il XVII secolo. Da ogni torre era possibile scrutare il mare e mantenere il contatto visivo con la successiva torre. Nel caso di avvistamento di una nave nemica, venivano inviati segnali luminosi o di fumo per allertare la popolazione e richiedere soccorso.

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