Trappeto

Il piccolo borgo di pescatori, tuttora genuino e poco turistico, negli anni Cinquanta fu scelto da Danilo Dolci come punto di partenza della sua opera sociale e delle sue battaglie non violente.

Originario del triestino, il sociologo si si era trasferito in Sicilia all’inizio degli anni Cinquanta, e aveva cominciato a operare fra Tappeto e Partinico, in un territorio in cui le condizioni economiche, sociali e sanitarie del territorio erano disastrose. Dolci fece il suo primo sciopero della fame sul letto di morte di un bambino di Trappeto, molto per denutrizione, riuscendo ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni.

I suoi metodi di lotta non violenta fecero sì che presto venne soprannominato “il Gandhi di Sicilia”. Fra le tante azioni che hanno caratterizzato gli anni del suo impegno vanno ricordati il cosiddetto “sciopero alla rovescia” per reclamare il diritto al lavoro dei disoccupati, le manifestazioni per la costruzione della diga sul Lago Poma, gli attacchi al sistema politico-mafioso (in particolare alle collusioni del ministro Bernardo Mattarella), le proteste per la lentezza degli interventi sul Belice del post-terremoto.

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  • Sicilia 100% antimafia

    Un viaggio alla scoperta di luoghi-simbolo dell’antimafia civile e della ribellione antiracket nell’area del palermitano, che offre l’occasione di approfondire i temi dell’impegno e della responsabilità collettiva, dell’educazione alla legalità e del riutilizzo sociale dei beni confiscati. La storia della mafia e del movimento antimafia prende forma dal racconto dei protagonisti, per rivivere le tappe di una lotta che tuttora si combatte e che si vuole vincere.
    • 5 giorni
    • minimo 20
    • 13 -17anni